Indice articoli

Il formato A è stato definito partendo dal foglio A0, di superficie pari a 1 m² e di proporzioni tali da ricavare per dimezzamento gli altri formati mantenendo le stesse proporzioni. Ne consegue che le proporzioni iniziali dei lati a e b devono essere tali che:

{\frac  {b}{a}}={\frac  {a}{b/2}}

da cui deriva che:

{\frac  {b}{a}}={\sqrt  {2}}

che combinata alla:

ab=1\,000\,000\ {\mathrm  {mm}}^{2}

porta al risultato:

{\displaystyle b={\sqrt[{4}]{2}}*1000\ \mathrm {mm} =1189\ \mathrm {mm} }

dando le dimensioni del foglio A0: 841×1189 mm (circa).

Ne consegue che per tutti i formati A il rapporto tra i lati del foglio è pari a {\sqrt  {2}}, e che tale rapporto resta invariato anche se il foglio viene diviso a metà sul lato più lungo.

Il passaggio da un formato a un altro indicato dal numero immediatamente superiore (per esempio da A4 a A5) si ottiene quindi dimezzando il lato maggiore. Viceversa il passaggio verso numerazioni inferiori (per esempio da A4 a A3) si ottiene raddoppiando il lato minore.

Il formato più diffuso è il formato A4 pari a 210×297 millimetri.

I formati più grandi (A0, A1, A2) sono usati prevalentemente nell'ambiente della tipografia. Per riuscire a stampare su questi fogli è necessario usare un plotter o macchina da stampa. I formati più piccoli sono usati anche nelle stampanti e fotocopiatrici più comuni.

Un'interessante conseguenza del modo di definire le dimensioni dei fogli A, è che il numero che segue la lettera A, costituisce l'esponente da dare a 2 posto al denominatore nella superficie del foglio; ad esempio:

 

  • la superficie del foglio A0 corrisponde a 1 m² (vale a dire 0,50 m²)
  • la superficie del foglio A1 corrisponde a 1/2 m² (vale a dire 0,51 m²)
  • la superficie del foglio A2 corrisponde a 1/4 m² (vale a dire 0,52 m²)

 

e così via, fino al foglio A10 di superficie pari a 1/1024 m² (vale a dire 0,510 m²).

La serie B è definita a partire dalla A come la media geometrica tra il formato col medesimo numero e quello di dimensione maggiore (ad esempio il formato B1 è la media geometrica tra il formato A1 e quello A0) e similmente la serie C è definita a partire dalle due serie precedenti come la media geometrica tra i formati A e B con lo stesso numero (ad esempio il formato C1 è la media geometrica tra i formati A1 e B1). La serie C si rivela particolarmente utile per le buste che devono contenere i fogli della corrispondente serie A. Ad esempio una busta di formato C4 è il formato raccomandato per contenere uno o più fogli di formato A4 senza che siano piegati.

I formati definiti nell'ISO 216 trovano le loro radici nella comune tecnica tipografica di stampare più pagine di un libro su di un foglio di grosse dimensioni per poi ripiegarlo in modo da ottenere i fascicoli di cui è composto il libro, divisi in gruppi di 8, 16 o 32 pagine (detti rispettivamente ottavi, sedicesimi e trentaduesimi), a seconda della dimensione del foglio di partenza e della dimensione che deve avere la singola pagina.

È da notare comunque il fatto che in commercio si trovano formati di carta sempre maggiori di quelli standard, a parte l'A4 e l'A3 che vengono utilizzati direttamente in macchine da ufficio. Questo perché una volta stampato il foglio viene poi piegato e rifilato al formato ISO desiderato. I formati di carta più comunemente usati in tipografia ad esempio sono il 700×1000 mm (solitamente definito 70×100, in centimetri) e il 640×880 mm (64×88), dai quali vengono ricavati per dimezzamento del lato lungo (similmente ai formati An) il 50×70, 44×64 ecc. Questi formati non appartengono allo standard ISO ma sono lo standard nella produzione di carta in fogli per le tipografie poiché, come già detto, tengono conto delle necessità tecniche delle lavorazioni di stampa e confezione che portano poi alla produzione del prodotto finito in formato ISO.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna